Saper vendere è libertà

Tempo di lettura:  6 minuti

Saper vendere è libertà, perché da un lato ci insegna a relazionarci con noi stessi e con gli altri, dall’altro ci dà l’autonomia necessaria per vivere e lavorare secondo le nostre regole.

Be you for you, che letteralmente significherebbe sii te per te, ovvero tutto e niente, è l’invito a vivere secondo le proprie regole, secondo la propria libertà di essere ciò che siamo e ciò che vogliamo, senza per questo volerle imporre agli altri.

Quando parlo di saper vendere, non intendo solamente il saper fare il venditore di professione: infatti, se diamo alla parola vendita il significato più ampio che merita, scopriamo che siamo tutti venditori e che vendiamo sempre.

Siamo tutti venditori. È evidente che ognuno vende qualcosa: un’idea, un sogno, un punto di vista. Wally Armbruster

Pertanto, se siamo tutti venditori e vendiamo sempre, il punto non è vendere o non vendere, ma saper vendere o non saper vendere.

Pensate a tutte le volte che:

  • condividiamo un’idea con qualcuno e cerchiamo di convincerlo sulla validità dell’idea stessa
  • usciamo a cena con amici e vogliamo convincerli o persuaderli ad andare in un certo ristorante
  • pianifichiamo una vacanza e vogliamo convincere o persuadere i nostri compagni di viaggio per una certa meta
  • vogliamo far colpo su qualcuno

non sono tutte occasioni in cui vendiamo qualcosa o vendiamo noi stessi?

Se ci spostiamo in ambito lavorativo, ogni posizione richiede abilità di vendita:

  • dall’avvocato al commercialista
  • dall’assicuratore al promotore finanziario
  • dal medico che deve persuadere un paziente a seguire una terapia, al medico veterinario che deve persuadere un cliente a somministrare una cura al proprio animale
  • dal libero professionista, al commerciante, all’imprenditore, che devono trovare clienti
  • dal manager al dipendente quando devono trovare un lavoro
  • dall’impiegata al magazziniere che si relazionano con clienti e fornitori

ogni volta che comunichiamo con qualcuno, che vogliamo convincerlo o persuaderlo della validità di noi stessi, stiamo vendendo e ci stiamo vendendo.

“Chi sa vendere non morirà mai di fame”.

È quello che ripetevo spesso ai miei collaboratori, quando all’epoca dell’immobiliare, facevo formazione interna e, per spiegargli l’importanza della vendita, spiegavo loro perché saper vendere è libertà.

“Imparate a vendere, perché se anche un giorno sceglieste di non fare più l’agente immobiliare, grazie al fatto di saper vendere, di essere efficaci nella vendita, troverete sempre un lavoro o un’occupazione”.

All’epoca non sapevo che di lì a poco sarebbe valso anche per me.

Quando ho deciso di smettere di fare l’agente immobiliare, una delle cose che mi ha dato più sicurezza, è stato il fatto di saper vendere: “so vendere e so farlo bene, un lavoro lo troverò o me lo inventerò”.

Questo pensiero, o dialogo interno se vogliamo usare un linguaggio da coach, mi ha dato la serenità di poter prendere una nuova strada, dal momento che la vecchia non mi permetteva più di vivere e lavorare a modo mio, secondo le mie regole.

Ecco uno dei motivi per cui sostengo che saper vendere è libertà: perché da sempre mi ha dato la possibilità di fare lavori che mi piacciono e che mi soddisfano.

Spesso invece, mi trovo invece davanti a persone che, insoddisfatte del loro lavoro mi dicono: “anche a me piacerebbe fare un lavoro che mi soddisfi, mi piacerebbe fare il tal lavoro, ma non so vendere o non so vendermi, non sono un venditore”.

Oppure: “sono bravo nel mio lavoro, ma non guadagno abbastanza perché non so vendermi, non sono un venditore”!

Sono le stesse persone che rimangono un po’ stupite quando dico loro che per come intendo io la vendita, siamo tutti venditori, che nasciamo venditori e che dovrebbero semplicemente ritrovare il loro essere venditori naturali.

C’è anche un altro motivo che mi fa dire che saper vendere è libertà.

Saper vendere è libertà perché migliora il rapporto che abbiamo con noi stessi e con gli altri.

Per saper vendere infatti, dobbiamo imparare a comunicare meglio, a relazionarci con chi ci sta di fronte, a comprenderlo per persuaderlo.

Inoltre, saper vendere ci aiuta a guardare in faccia alle nostre paure e a superarle, o quanto meno a conviverci serenamente.

Se ci pensate bene, quali sono i fattori che generano tanto stress e ansia nella vendita?

In tanti anni di vendita, ho potuto constatare che principalmente sono due, più uno:

  1. la paura del rifiuto e del giudizio
  2. la paura del non essere all’altezza, legato quindi al valore che ci diamo

Ora, pensiamo forse che queste paure si manifestino solo nell’attività di vendita? Oppure che si manifestino anche in altre aree della nostra vita?

Pensate a cosa succede a cascata quando qualcuno supera queste paure grazie alla vendita: quanti altri benefici ottiene in altre aree della vita?

Saper vendere è libertà anche per questo: perché nell’imparare a vendere, impariamo a stare meglio con noi stessi.

C’è un altro fattore che inibisce il nostro essere venditori naturali, il più uno di qualche riga più su, ovvero le convinzioni che abbiamo su noi stessi e sulla vendita, mamma di tutte: non sono un venditore.

Una quindicina di anni fa, ho assistito ad una lezione di Andrea Favaretto, che aveva come argomento il “conflitto di convinzioni”.

Per spiegarcelo usò la metafora della corda.

Ci disse: “pensate ad un risultato che volete raggiungere, come ad esempio un risultato nella vendita, e immaginatelo come se fosse una corda che vi tira in avanti. Immaginate di avere attaccata dietro alla schiena un’altra corda, che vi tira indietro: una corda che rappresenta una voce interna, magari silenziosa, che vi dice che non siete portati alla vendita, o che davanti ad un NO vi sentite troppo a disagio, o che i venditori non sono onesti mentre voi vi ritenete tali. Cosa succede se una corda vi tira in avanti e una vi tira all’indietro? Nella migliore delle ipotesi rimanete fermi nello stesso risultato. Nella peggiore fate molta fatica e molto sforzo senza ottenere o peggiorando i vostri risultati.”

Spesso le persone non vendono abbastanza efficacemente perché hanno associato alla vendita un significato distorto:

  • che per vendere si debba essere portati
  • che il venditore sia quel rompiscatole che cerca di venderti qualcosa con ogni mezzo
  • che il venditore sia quel manipolatore disposto a farti credere qualsiasi cosa perché tu acquisti
  • che la vendita sia qualcosa di squalificante (questa riguarda soprattutto molte libere professioni che prevedono una laurea e un esame di stato)
  • che per vendere bisogna essere disposti a dire qualche bugia o addirittura ad essere disonesti
  • che la gente non ne può più di venditori

L’elenco potrebbe andare avanti a lungo, ma diciamo che queste lo riassumo bene.

Con convinzioni di questo tipo è facile cadere nell’evitamento: se non mi identifico in quella losca figura del venditore, eviterò di cimentarmi nella vendita, raccontandomi che non fa per me.

In quanto esseri liberi di decidere i nostri pensieri, siamo anche liberi di decidere le nostre convinzioni.

Cosa succederebbe se pensassimo che:

  • la vendita che crea un ponte tra le esigenze del tuo cliente o del tuo interlocutore e il prodotto o il servizio che puoi offrirgli
  • che grazie alla vendita puoi soddisfare un bisogno o un desiderio
  • che saper vendere è anche rinunciare ad una brutta vendita oggi, per farne due belle domani
  • che la vendita altro non è che uno scambio che ti mette in relazione con te stesso e con gli altri
  • che puoi cucirti addosso un modo di vendere secondo le tue regole, come un vestito dal tessuto pregiato confezionato da un sarto
  • che è grazie ai mercati e al commercio che le società si sono evolute e progredite

A queste condizioni e con queste convinzioni, non vi verrebbe un po’ voglia di saper vendere?

Osservate i bambini fino ai due o tre anni, fino a quando non gli abbiamo insegnato a vergognarsi e non gli abbiamo inculcato le nostre convinzioni: quanto sono bravi a vendere e a vendersi senza stress?

Saper vendere è libertà, un po’ romanticamente, significa anche questo: ritrovare quel bambino che non ha paura di sbagliare, di cadere e di rialzarsi, di essere giudicato, ma che ha semplicemente voglia di comunicare con il mondo con gli sta attorno.

Chiara Zerbini

Ricevi contenuti gratuiti e scopri come Vendersi Senza Stress!

Iscriviti e ricevi contenuti gratuiti